Ecografie e controlli in gravidanza

Seguire la crescita del tuo bambino, passo dopo passo.

Durante la gravidanza ecografie e controlli permettono di seguire lo sviluppo del feto, valutare la salute della mamma e individuare tempestivamente eventuali situazioni che richiedano approfondimenti.
Il percorso non è uguale per tutte: gli esami e la loro frequenza vengono stabiliti in base all’epoca della gravidanza, alla storia clinica e alle caratteristiche della gravidanza.

Tempo di lettura: circa 5 minuti

Ogni ecografia racconta un momento diverso della gravidanza Dalla prima ecografia, quando la gravidanza comincia a diventare visibile, agli esami del secondo trimestre, le immagini ecografiche accompagnano la gravidanza e permettono di osservare lo sviluppo del bambino. Accanto alle ecografie ci sono i controlli ostetrici, che servono a seguire nel tempo la salute della mamma e del bambino. Non tutte le ecografie hanno lo stesso scopo e non tutte sono necessarie per ogni gravidanza.

IN QUESTA PAGINA

  • La prima ecografia
  • L’ecografia del primo trimestre
  • Screening e diagnosi prenatale
  • L’ecografia morfologica
  • I controlli durante la gravidanza
  • E le ecografie di accrescimento?
  • Quando sono necessari ulteriori controlli?
  • Come prepararsi a un’ecografia?
  • L’ecografia non è solo un’immagine
  • Domande frequenti

La prima ecografia

La prima ecografia può essere eseguita nelle prime settimane di gravidanza e ha lo scopo di raccogliere le prime informazioni sulla gravidanza.
In relazione all’epoca gestazionale può permettere di verificare la sede della gravidanza, la vitalità embrio-fetale e di datare la gravidanza.
Il momento più appropriato dipende dall’epoca gestazionale, dal motivo per cui viene eseguita e dalla situazione individuale.

Lo sapevi?

Nelle primissime settimane la gravidanza cambia rapidamente: anche pochi giorni possono modificare ciò che è possibile visualizzare all'ecografia.

L'ecografia del primo trimestre

L’ecografia del primo trimestre ha un ruolo importante nella valutazione della gravidanza. Oltre a contribuire alla datazione e alla valutazione della vitalità, l’ecografia eseguita nella finestra appropriata può permettere di individuare alcuni segni di anomalie strutturali e di orientare il percorso diagnostico.

L’aggiornamento 2026 della linea guida sulla gravidanza fisiologica raccomanda di offrire un’ecografia nel primo trimestre per lo screening delle anomalie strutturali fetali.

Da ricordare

Ecografia e screening non sono la stessa cosa. L'ecografia permette di osservare strutture e caratteristiche della gravidanza; gli screening, invece, stimano il rischio di alcune condizioni. La ginecologa può spiegarti quali possibilità sono disponibili, che cosa possono dirti. e quali sono i loro limiti.

Screening e diagnosi prenatale

Durante la gravidanza possono essere proposti diversi percorsi di screening e diagnosi prenatale.
Lo screening delle anomalie cromosomiche può essere effettuato già nel primo trimestre attraverso diverse strategie, tra cui il test combinato e il test del DNA fetale su sangue materno. Le possibilità, i tempi e le caratteristiche dei diversi test devono essere spiegati alla donna per consentirle una scelta consapevole.
L’aggiornamento 2026 della linea guida dell’ISS raccomanda di offrire lo screening delle anomalie cromosomiche più frequenti già nel primo trimestre alle donne di ogni età.

Una nota utile

Uno screening non dà una diagnosi. Un risultato di screening indica una probabilità più o meno elevata di una determinata condizione; quando necessario, possono essere proposti ulteriori esami diagnostici.

L'ecografia morfologica

L’ecografia morfologica viene eseguita nel secondo trimestre e permette di esaminare in modo dettagliato l’anatomia fetale e di valutare lo sviluppo degli organi e delle principali strutture.
Il Ministero della Salute indica generalmente la finestra tra la 19ª e la 21ª settimana per l’ecografia ostetrica morfologica.
È un esame importante, ma come ogni esame ecografico ha dei limiti: non tutte le anomalie possono essere individuate e la qualità della visualizzazione può dipendere anche dalla posizione del feto, dall’epoca gestazionale e da altri fattori.

Da ricordare

Un'ecografia normale è una notizia rassicurante, ma nessuna ecografia può garantire che non esista alcuna anomalia. L'obiettivo dell'esame è individuare le condizioni che possono essere riconosciute ecograficamente, nei limiti propri della metodica.

I controlli durante la gravidanza

Le ecografie sono solo una parte dell’assistenza alla gravidanza. I controlli ostetrici permettono di seguire nel tempo la salute della mamma e del bambino e di valutare parametri clinici, esami di laboratorio e l’andamento della gravidanza.
Nel corso della gravidanza vengono inoltre valutati, in base alla situazione individuale, pressione arteriosa, peso, crescita uterina e altri parametri utili a individuare eventuali situazioni che richiedano approfondimenti.

A partire dalle 24 settimane, la nuova linea guida dell’ISS raccomanda la misurazione della distanza tra fondo dell’utero e sinfisi pubica a ogni bilancio di salute per contribuire alla valutazione della crescita fetale.

Lo sapevi?

Non tutto ciò che serve per seguire la crescita del bambino si vede con un'ecografia. Anche i controlli clinici periodici fanno parte del monitoraggio della gravidanza.

E le ecografie di accrescimento?

In alcune gravidanze può essere indicato un controllo ecografico della crescita fetale nel terzo trimestre. La necessità di questo tipo di esame dipende dalla situazione clinica e dalle eventuali indicazioni emerse durante il percorso.
Le linee guida aggiornate dell’ISS raccomandano di limitare l’ecografia finalizzata alla valutazione della crescita fetale nel terzo trimestre ai casi in cui esista un’indicazione clinica.
Le ecografie di accrescimento non vengono eseguite presso Studio Gemma. Quando sono indicate, la ginecologa può indirizzare la paziente verso il percorso o la struttura specialistica più appropriata.

Quando possono essere necessari ulteriori controlli?

Una gravidanza fisiologica segue generalmente un percorso programmato. In alcune situazioni, però, possono essere necessari controlli aggiuntivi: per esempio in presenza di sintomi, condizioni materne, precedenti ostetrici o elementi emersi durante un’ecografia o un altro controllo.
Un approfondimento non significa necessariamente che ci sia un problema: spesso serve semplicemente a raccogliere informazioni più precise.

Un consiglio

Se ti viene proposto un esame aggiuntivo, chiedi sempre perché viene consigliato, che cosa serve a valutare e che cosa potrebbe cambiare in base al risultato. Comprendere il motivo di un controllo aiuta a viverlo con maggiore consapevolezza.

Come prepararsi a un'ecografia?

Per la maggior parte delle ecografie ostetriche non sono necessarie preparazioni particolari, ma le indicazioni possono variare in base al tipo di esame e all’epoca della gravidanza.
Prima dell’appuntamento è quindi sufficiente seguire le indicazioni ricevute dallo Studio e portare con sé eventuali referti ed ecografie precedenti.

Una nota utile

Conserva le immagini e i referti delle ecografie precedenti: confrontare gli esami nel tempo può essere utile alla ginecologa per seguire il percorso della gravidanza.

L'ecografia non è solo un'immagine

Durante un’ecografia non si guarda soltanto “se il bambino sta bene”. La ginecologa raccoglie una serie di informazioni che devono essere interpretate nel loro insieme e in relazione alla settimana di gravidanza.
Per questo è importante affidarsi a professionisti formati e non cercare di interpretare autonomamente ogni immagine o ogni misura riportata nel referto.

Da ricordare

Un numero o un'immagine, presi da soli, non raccontano tutta la storia della gravidanza. È la valutazione complessiva della ginecologa a dare significato ai diversi elementi dell'esame.

DOMANDE FREQUENTI

Non esiste necessariamente lo stesso numero di ecografie per tutte le gravidanze. Il percorso viene stabilito in base all’epoca gestazionale, alla situazione clinica e alle indicazioni della ginecologa o del professionista che segue la gravidanza.

Il momento dipende dall’epoca gestazionale e dal motivo per cui viene eseguita. La ginecologa può indicare il momento più appropriato in base alla situazione individuale.

Sono esami eseguiti in momenti diversi e con finalità differenti. L’ecografia del primo trimestre consente diverse valutazioni iniziali della gravidanza, compreso lo screening delle anomalie strutturali fetali; la morfologica, eseguita nel secondo trimestre, è finalizzata a un esame dettagliato dell’anatomia fetale.

No. Anche un’ecografia morfologica accurata non può individuare tutte le anomalie. L’esame ha limiti propri della metodica e dipende anche dalle condizioni tecniche, dall’epoca gestazionale e dalla posizione del feto.

È un’ecografia finalizzata a valutare la crescita fetale e altri parametri del benessere fetale nel terzo trimestre. Non è un esame da eseguire automaticamente in ogni gravidanza: le linee guida aggiornate ne raccomandano l’uso quando esiste un’indicazione clinica.

No. Quando questo tipo di controllo è indicato, la ginecologa può indirizzare la paziente verso una struttura specialistica appropriata.

Non necessariamente. Un reperto ecografico può richiedere semplicemente un controllo o un approfondimento. Sarà la ginecologa a spiegarti il significato del risultato e gli eventuali passi successivi.

La presenza del partner o di una persona di fiducia può essere un supporto importante, ma le modalità dipendono dall’organizzazione dello Studio e dal tipo di esame. È utile chiedere al momento della prenotazione.

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Un consiglio

Non confrontare il tuo calendario di controlli con quello di un'altra futura mamma. Ogni gravidanza ha la propria storia e il numero e la frequenza degli esami possono cambiare in base alle esigenze della mamma e del bambino.

Ogni controllo è un passo nel percorso

Seguire una gravidanza significa accompagnarla nel tempo, senza anticipare le preoccupazioni e senza fare esami inutili. Ecografie e controlli servono a raccogliere le informazioni necessarie e a intervenire con maggiore attenzione quando qualcosa lo richiede.