Test di gravidanza positivo
Qualunque cosa tu stia provando, non devi affrontarla da sola.
Un test positivo può portare gioia ed emozione, ma anche sorpresa, paura, dubbi o preoccupazione. Qualunque sia la tua situazione, puoi chiedere informazioni e parlare con una ginecologa in un ambiente riservato, rispettoso e senza giudizio.
Tempo di lettura: circa 7 minuti
IN QUESTA PAGINA
- Test di gravidanza positivo: cosa devo fare adesso
- Se desideri continuare la gravidanza
- Se non desideri continuare la gravidanza
- Se non sono ancora sicura
- Domande frequenti
Test di gravidanza positivo: cosa devo fare adesso
Prima di tutto, cerca di non sentirti obbligata a decidere tutto immediatamente. Se la gravidanza è desiderata, il primo passo è contattare la ginecologa per programmare la prima visita e iniziare il percorso di gravidanza.
Se invece la gravidanza non era desiderata o non sei sicura di volerla continuare, puoi chiedere un colloquio per ricevere informazioni sulle possibilità previste dalla legge.
In entrambi i casi, è importante non rimandare il primo contatto, perché alcune procedure hanno tempi definiti dalla legge.
Una nota utile

Non devi vergognarti di chiedere aiuto. Una gravidanza inattesa può mettere una donna davanti a decisioni difficili. Il primo colloquio serve anche semplicemente a capire la situazione e a conoscere le possibilità che hai a disposizione.
Se desideri continuare la gravidanza
Se desideri proseguire la gravidanza, puoi iniziare a organizzare con calma i primi controlli. La prima visita permette di raccogliere la tua storia clinica, valutare l’epoca della gravidanza e programmare gli accertamenti indicati.
È importante comunicare alla ginecologa eventuali malattie, terapie farmacologiche, precedenti gravidanze o altri aspetti della tua salute che possono essere rilevanti.
Se non desideri continuare la gravidanza
Se sai di non voler proseguire la gravidanza, puoi chiedere informazioni sull’interruzione volontaria della gravidanza (IVG), regolata in Italia dalla Legge 194 del 1978.
La richiesta è personale e hai diritto a ricevere informazioni sulle procedure previste, sui servizi disponibili e sui tempi da rispettare. Il percorso prevede un colloquio e, nei casi previsti dalla legge, il rilascio della documentazione necessaria per poter accedere all’interruzione presso una struttura autorizzata.
Non è necessario affrontare da sola la parte burocratica o sanitaria: un consultorio, una struttura socio-sanitaria abilitata o un medico di fiducia possono aiutarti a comprendere i passaggi previsti.
Se non sono ancora sicura
Non essere sicura non significa essere indecisa “nel modo sbagliato”. Una gravidanza inattesa può richiedere tempo per essere compresa.
Puoi chiedere un colloquio anche se non hai ancora preso una decisione. Conoscere le possibilità, i tempi e i passaggi necessari può aiutarti a riflettere con maggiore serenità.
La scelta è tua. Il colloquio serve a informarti e accompagnarti, non a giudicarti.
DOMANDE FREQUENTI
Il test di gravidanza è positivo, ma non voglio avere un bambino: cosa posso fare?
Puoi chiedere un colloquio con una ginecologa, un consultorio o una struttura socio-sanitaria abilitata. Ti verranno spiegati i passaggi previsti dalla legge, le possibilità disponibili e i tempi da rispettare. Non è necessario affrontare tutto da sola.
Entro quando posso richiedere un'IVG?
In generale, la Legge 194/1978 consente di richiedere l’IVG entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Dopo questo termine sono previste condizioni specifiche stabilite dalla legge.
I sette giorni di attesa sono sempre obbligatori?
Se sono minorenne devo dirlo ai miei genitori?
La legge prevede generalmente l’assenso di chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela. Tuttavia, nei casi previsti dall’articolo 12 della Legge 194, quando coinvolgere i genitori è impossibile o sconsigliato, oppure quando manca il loro assenso, è previsto un percorso attraverso il consultorio o altro servizio sanitario e il giudice tutelare.
Posso chiedere un colloquio anche se non sono ancora sicura?
Sì. Chiedere informazioni non significa aver già deciso. Un colloquio può aiutarti a comprendere la situazione, conoscere le possibilità e i tempi previsti dalla legge e riflettere con maggiore consapevolezza.
La persona con cui sono rimasta incinta deve essere presente?
No. Il percorso e la richiesta appartengono alla donna. La Legge 194 prevede che il consultorio o il medico possano valutare con la donna, se lei lo consente, anche la situazione e il coinvolgimento del padre del concepito, nel rispetto della sua dignità e riservatezza.
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Un consiglio

Se il test è positivo e non sai ancora cosa vuoi fare, puoi comunque chiedere un colloquio. Parlare con una professionista non significa aver già deciso: significa avere uno spazio riservato in cui poter esprimere i tuoi dubbi, conoscere le possibilità e capire quali sono i prossimi passi.
Hai bisogno di parlarne?
Un test positivo può aprire davanti a te strade molto diverse. Se hai domande, dubbi o semplicemente bisogno di capire cosa puoi fare, puoi chiedere un colloquio con una delle nostre ginecologhe.
In un ambiente riservato e rispettoso, senza giudizio.

