Test di gravidanza positivo

Qualunque cosa tu stia provando, non devi affrontarla da sola.

Un test positivo può portare gioia ed emozione, ma anche sorpresa, paura, dubbi o preoccupazione. Qualunque sia la tua situazione, puoi chiedere informazioni e parlare con una ginecologa in un ambiente riservato, rispettoso e senza giudizio.

Tempo di lettura: circa 7 minuti

Due linee. E adesso? Un test di gravidanza positivo può cambiare improvvisamente molte cose. Per alcune donne è una notizia attesa e desiderata; per altre arriva in un momento inatteso o difficile, quando non si sentono pronte ad affrontare una gravidanza. Non esiste un modo "giusto" di sentirsi. Se desideri continuare la gravidanza, possiamo aiutarti a capire quali sono i primi passi. Se invece stai pensando di non proseguirla, è importante sapere che puoi chiedere informazioni, parlare con un professionista e conoscere le possibilità previste dalla legge.
In entrambi i casi, avere informazioni corrette e tempestive può aiutarti a fare una scelta consapevole.

IN QUESTA PAGINA

  • Ho fatto un test positivo: cosa faccio?
  • Se desideri continuare la gravidanza
  • Se non desideri continuare la gravidanza
  • Interruzione volontaria della gravidanza: quali sono i tempi
  • Come funziona il colloquio per richiedere l’IVG?
  • Se sei minorenne e non sai come parlarne con i tuoi genitori
  • A chi posso rivolgermi?
  • E se non sono ancora sicura?
  • Quali sono le modalità di interruzione della gravidanza?
  • Domande frequenti

Ho fatto un test positivo: cosa devo fare adesso?

Prima di tutto, cerca di non sentirti obbligata a decidere tutto immediatamente. Se la gravidanza è desiderata, il primo passo è contattare la ginecologa per programmare la prima visita e iniziare il percorso di gravidanza.

Se invece la gravidanza non era desiderata o non sei sicura di volerla continuare, puoi chiedere un colloquio per ricevere informazioni sulle possibilità previste dalla legge.

In entrambi i casi, è importante non rimandare il primo contatto, perché alcune procedure hanno tempi definiti dalla legge.

Una nota utile

Non devi vergognarti di chiedere aiuto. Una gravidanza inattesa può mettere una donna davanti a decisioni difficili. Il primo colloquio serve anche semplicemente a capire la situazione e a conoscere le possibilità che hai a disposizione.

Se desideri continuare la gravidanza

Se desideri proseguire la gravidanza, puoi iniziare a organizzare con calma i primi controlli. La prima visita permette di raccogliere la tua storia clinica, valutare l’epoca della gravidanza e programmare gli accertamenti indicati.

È importante comunicare alla ginecologa eventuali malattie, terapie farmacologiche, precedenti gravidanze o altri aspetti della tua salute che possono essere rilevanti.

Se non desideri continuare la gravidanza

Se sai di non voler proseguire la gravidanza, puoi chiedere informazioni sull’interruzione volontaria della gravidanza (IVG), regolata in Italia dalla Legge 194 del 1978.

La richiesta è personale e hai diritto a ricevere informazioni sulle procedure previste, sui servizi disponibili e sui tempi da rispettare. Il percorso prevede un colloquio e, nei casi previsti dalla legge, il rilascio della documentazione necessaria per poter accedere all’interruzione presso una struttura autorizzata.

Non è necessario affrontare da sola la parte burocratica o sanitaria: un consultorio, una struttura socio-sanitaria abilitata o un medico di fiducia possono aiutarti a comprendere i passaggi previsti.

Interruzione volontaria della gravidanza: quali sono i tempi?

In Italia, secondo la Legge 194/1978, l’interruzione volontaria della gravidanza può essere richiesta entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari.

Dopo i primi 90 giorni, la legge prevede condizioni specifiche: l’interruzione può essere effettuata quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna oppure quando siano accertati processi patologici, comprese rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Da ricordare

Se stai valutando un'interruzione di gravidanza, non aspettare a informarti. Anche quando hai ancora tempo a disposizione secondo la legge, è importante informarsi e avviare il percorso per tempo, perché sono necessari accertamenti, documentazione e, quando non viene riconosciuta l'urgenza, è previsto un intervallo di sette giorni prima di poter procedere.

Come funziona il colloquio per richiedere l'IVG?

Il colloquio ha lo scopo di informarti e comprendere la situazione nella quale ti trovi. Il consultorio, la struttura sociosanitaria o il medico di fiducia possono svolgere gli accertamenti necessari, informarti sui diritti e sui servizi disponibili e valutare con te le circostanze che hanno portato alla richiesta.

Se non viene riconosciuta una situazione di urgenza, al termine del colloquio viene rilasciato un documento che attesta la gravidanza e l’avvenuta richiesta di IVG. Sei invitata a soprassedere per sette giorni; trascorso questo periodo, puoi presentarti presso una struttura autorizzata per l’interruzione.

Se invece viene riconosciuta una condizione di urgenza, il medico può rilasciare immediatamente un certificato di urgenza.

Se sei minorenne e non sai come parlarne con i tuoi genitori

Se sei minorenne e hai scoperto di essere incinta, puoi rivolgerti a un consultorio o a un altro servizio sanitario per parlare con un professionista anche se non sai come affrontare la situazione con i tuoi genitori.

In generale, per una minorenne l’accesso all’IVG nei primi 90 giorni richiede l’assenso di chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela. Tuttavia, se esistono seri motivi che impediscono o sconsigliano di coinvolgerli, oppure se rifiutano l’assenso o non sono d’accordo tra loro, la ragazza può rivolgersi al consultorio, a una struttura socio-sanitaria o al medico di fiducia. In questi casi è previsto l’intervento del giudice tutelare, che deve ascoltare la ragazza e tenere conto della sua volontà.

Non devi affrontare da sola questo problema. Chiedere informazioni è già un primo passo.

E se non sono ancora sicura?

Non essere sicura non significa essere indecisa “nel modo sbagliato”. Una gravidanza inattesa può richiedere tempo per essere compresa.

Puoi chiedere un colloquio anche se non hai ancora preso una decisione. Conoscere le possibilità, i tempi e i passaggi necessari può aiutarti a riflettere con maggiore serenità.

La scelta è tua. Il colloquio serve a informarti e accompagnarti, non a giudicarti.

Quali sono le modalità di interruzione della gravidanza?

In Italia l’interruzione volontaria della gravidanza può essere effettuata con metodo farmacologico oppure chirurgico. La possibilità di utilizzare una modalità o l’altra dipende dall’epoca gestazionale, dalle condizioni cliniche e dall’organizzazione della struttura autorizzata.

L’IVG farmacologica può essere effettuata fino a 63 giorni, cioè 9 settimane compiute di età gestazionale, secondo le indicazioni ministeriali attualmente pubblicate. Le modalità organizzative possono dipendere dalla struttura e dalla Regione.

Una nota utile

Se questa gravidanza non è quella che desideravi, non devi vergognarti di chiedere aiuto. Puoi avere paura, essere confusa, sentirti in colpa oppure essere semplicemente certa di non voler continuare la gravidanza. Qualunque siano le tue emozioni, hai diritto a ricevere informazioni corrette, riservate e rispettose.

DOMANDE FREQUENTI

Puoi chiedere un colloquio con una ginecologa, un consultorio o una struttura socio-sanitaria abilitata. Ti verranno spiegati i passaggi previsti dalla legge, le possibilità disponibili e i tempi da rispettare. Non è necessario affrontare tutto da sola.

In generale, la Legge 194/1978 consente di richiedere l’IVG entro i primi 90 giorni di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Dopo questo termine sono previste condizioni specifiche stabilite dalla legge.

Se non viene riconosciuta una situazione di urgenza, la legge prevede che la donna venga invitata a soprassedere per sette giorni dopo il rilascio del documento che attesta la gravidanza e la richiesta di IVG. In presenza di una situazione di urgenza certificata dal medico, il documento può essere rilasciato immediatamente.

La legge prevede generalmente l’assenso di chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela. Tuttavia, nei casi previsti dall’articolo 12 della Legge 194, quando coinvolgere i genitori è impossibile o sconsigliato, oppure quando manca il loro assenso, è previsto un percorso attraverso il consultorio o altro servizio sanitario e il giudice tutelare.

Sì. Chiedere informazioni non significa aver già deciso. Un colloquio può aiutarti a comprendere la situazione, conoscere le possibilità e i tempi previsti dalla legge e riflettere con maggiore consapevolezza.

No. Il percorso e la richiesta appartengono alla donna. La Legge 194 prevede che il consultorio o il medico possano valutare con la donna, se lei lo consente, anche la situazione e il coinvolgimento del padre del concepito, nel rispetto della sua dignità e riservatezza.

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Un consiglio

Se il test è positivo e non sai ancora cosa vuoi fare, puoi comunque chiedere un colloquio. Parlare con una professionista non significa aver già deciso: significa avere uno spazio riservato in cui poter esprimere i tuoi dubbi, conoscere le possibilità e capire quali sono i prossimi passi.

Hai bisogno di parlarne?

Un test positivo può aprire davanti a te strade molto diverse. Se hai domande, dubbi o semplicemente bisogno di capire cosa puoi fare, puoi chiedere un colloquio con una delle nostre ginecologhe.

In un ambiente riservato e rispettoso, senza giudizio.