Prepaparsi al parto
Conoscere, scegliere, arrivare al momento della nascita con maggiore consapevolezza.
Il parto è un’esperienza unica per ogni donna. Informarsi, conoscere ciò che può accadere e parlare delle proprie aspettative può aiutarti ad affrontarlo con maggiore serenità, sapendo anche che il percorso può cambiare in base alle esigenze della mamma e del bambino.
Tempo di lettura: circa 6 minuti
Non esiste un modo "giusto" di vivere il parto C'è chi aspetta il parto con entusiasmo, chi lo immagina con curiosità e chi ne ha paura. Tutte queste emozioni sono normali. Prepararsi non significa prevedere ogni dettaglio o sapere già come andrà. Significa conoscere le possibilità, sapere a chi rivolgersi, capire che cosa può succedere durante il travaglio e arrivare al momento della nascita con informazioni affidabili. E soprattutto sapere che non devi affrontarlo da sola.
IN QUESTA PAGINA
- Quando comincia il travaglio?
- Come capire che è arrivato il momento di andare in ospedale?
- Il corso di accompagnamento alla nascita
- Come prepararsi al travaglio
- Il dolore del parto: quali possibilità esistono?
- Posso scegliere la posizione durante il travaglio e il parto?
- Il piano del parto: che cos’è?
- Il partner o una persona di fiducia
- E se il parto non va come previsto?
- Dopo la nascita: i primi momenti con il bambino
- Domande frequenti
Quando comincia il travaglio?
Avvicinandosi al parto possono comparire alcuni segnali: le contrazioni diventano progressivamente più regolari, frequenti e intense; può verificarsi la perdita del tappo mucoso e possono comparire dolori nella parte bassa dell’addome o della schiena.
La perdita del tappo mucoso, da sola, non significa necessariamente che il travaglio sia imminente: può precedere il parto anche di alcuni giorni.
È soprattutto l’andamento delle contrazioni e la situazione individuale a indicare quando è necessario contattare il punto nascita.
Da ricordare

La perdita del tappo mucoso non significa necessariamente che il parto sia iniziato. Se hai dubbi sui segnali che stai avvertendo, contatta il punto nascita presso cui hai scelto di partorire.
Come capire che è arrivato il momento di andare in ospedale?
Le indicazioni possono variare in base al punto nascita e alla situazione della gravidanza. Durante i controlli finali è importante chiedere quando contattare la struttura e quando recarsi direttamente in ospedale.
In generale, contrazioni regolari e progressivamente più intense, perdita di liquido che potrebbe indicare la rottura delle membrane, sanguinamento o altri sintomi che destano preoccupazione richiedono un contatto con il punto nascita.
In caso di indicazioni specifiche ricevute durante la gravidanza, queste hanno naturalmente la precedenza.
Una nota utile

Prima delle ultime settimane, chiedi al punto nascita quali sono le modalità di accesso, quale numero chiamare e quali documenti portare. Avere queste informazioni già pronte evita di doverle cercare proprio nel momento in cui ne hai meno voglia.
Il corso di accompagnamento alla nascita
I corsi di accompagnamento alla nascita possono aiutare la donna e la coppia a prepararsi al parto, alla nascita e ai primi momenti con il bambino.
Possono offrire informazioni sul travaglio e sul parto, sulle possibilità di assistenza, sulla gestione del dolore, sull’allattamento e sul periodo dopo la nascita.
Il Ministero della Salute indica i corsi di accompagnamento alla nascita tra gli strumenti attraverso cui prepararsi consapevolmente al parto, alla nascita e al puerperio.
Lo sapevi?

Un corso di accompagnamento alla nascita non serve soltanto a imparare "come respirare durante le contrazioni". Può essere un'occasione per conoscere il percorso nascita, fare domande e confrontarsi con altre future mamme e coppie.
Come prepararsi al travaglio
Non esiste un unico modo per prepararsi al travaglio.
Conoscere le diverse fasi del parto, imparare tecniche di respirazione e rilassamento, mantenersi fisicamente attive durante la gravidanza quando possibile e informarsi sulle possibilità offerte dal proprio punto nascita possono aiutare ad affrontare il momento con maggiore consapevolezza.
Anche sapere che cosa potrebbe succedere se il travaglio procede diversamente dal previsto fa parte della preparazione.
Il dolore del parto: quali possibilità esistono?
Il dolore fa parte dell’esperienza del travaglio, ma la sua intensità e il modo in cui viene vissuto variano molto da donna a donna.
Esistono strategie non farmacologiche, come movimento, cambiamento di posizione, respirazione, rilassamento, acqua e supporto continuo; quando disponibili e indicati, esistono anche diverse possibilità di analgesia farmacologica.
La scelta dipende dalla situazione clinica, dalle possibilità del punto nascita e dalle preferenze della donna.
Da ricordare

Chiedere sollievo dal dolore non significa aver fallito. Prepararsi al parto significa conoscere le possibilità e poter scegliere, insieme ai professionisti, ciò che è più adatto alla propria situazione.
Posso scegliere la posizione durante il travaglio e il parto?
Quando le condizioni cliniche lo permettono, la donna può essere incoraggiata a muoversi durante il travaglio e ad assumere la posizione che preferisce.
Muoversi, cambiare posizione, stare in piedi, seduta o in altre posizioni può aiutare alcune donne a gestire meglio il travaglio.
La possibilità di assumere determinate posizioni può però dipendere dalle condizioni della mamma e del bambino, dal tipo di monitoraggio e dalle eventuali procedure necessarie.
Il piano del parto: che cos'è?
Il piano del parto è uno strumento attraverso cui la donna può esprimere preferenze, aspettative e desideri riguardo all’assistenza durante il travaglio, il parto e i primi momenti dopo la nascita.
Può essere utile per parlare in anticipo di aspetti come la presenza di una persona di fiducia, le modalità di gestione del dolore, il movimento durante il travaglio, le preferenze sulla posizione e il contatto pelle a pelle dopo la nascita.
Non è però un contratto che stabilisce in anticipo esattamente come dovrà avvenire il parto.
Se durante il travaglio emergono condizioni che richiedono interventi diversi da quelli desiderati, la priorità è la sicurezza della mamma e del bambino: le decisioni devono essere spiegate e condivise per quanto possibile.
Una nota utile

Un piano del parto è più utile quando viene discusso prima con il punto nascita, anziché essere semplicemente consegnato al momento del ricovero.
Il partner o una persona di fiducia
La donna può desiderare di avere accanto il partner o un’altra persona importante durante il travaglio e il parto.
La presenza continua di una persona di fiducia può rappresentare un importante sostegno fisico ed emotivo.
Le modalità di presenza dipendono dall’organizzazione e dalle regole del punto nascita, quindi è utile informarsi per tempo.
Un consiglio

Scegli una persona che sappia davvero ascoltarti. Durante il travaglio potresti avere bisogno più di una presenza tranquilla e rassicurante che di qualcuno che cerchi di dirti continuamente cosa fare.
E se il parto non va come previsto?
Puoi prepararti, informarti e avere delle preferenze, ma il parto non è completamente prevedibile.
A volte possono essere necessari interventi che non erano stati programmati, come l’induzione del travaglio, l’uso di strumenti, un parto cesareo o altre procedure.
Questo non significa che la donna abbia “sbagliato qualcosa” o che il suo parto sia stato un fallimento.
Quando un intervento si rende necessario, è importante che la donna riceva informazioni chiare sul motivo e sulle alternative possibili, quando esistono.
Lo sapevi?

Un parto diverso da quello che avevi immaginato non è necessariamente un parto "andato male". La nascita può prendere strade diverse e restare comunque un'esperienza importante e positiva.
Dopo la nascita: i primi momenti con il bambino
La preparazione al parto comprende anche ciò che accade subito dopo.
Quando le condizioni di mamma e neonato lo permettono, il contatto pelle a pelle subito dopo la nascita favorisce la relazione e sostiene l’avvio dell’allattamento.
Il rooming-in, cioè la permanenza del neonato nella stessa stanza della mamma, permette di stare insieme fin dai primi momenti e di imparare gradualmente a riconoscere e rispondere ai suoi bisogni.
Le modalità concrete dipendono dal punto nascita e dalle condizioni cliniche.
DOMANDE FREQUENTI
Come faccio a capire se sono iniziate le contrazioni vere?
Le contrazioni del travaglio tendono a diventare progressivamente più regolari, frequenti e intense. Se hai dubbi, contatta il punto nascita che seguirà il parto.
Quando devo andare in ospedale?
Le indicazioni possono variare in base alla situazione e al punto nascita. Durante gli ultimi controlli chiedi esattamente quando telefonare e quando recarti direttamente in struttura.
Il tappo mucoso significa che sto per partorire?
Posso chiedere l'epidurale?
Le possibilità di analgesia, compresa l’analgesia epidurale quando disponibile, dipendono dal punto nascita e dalla situazione clinica. È utile informarsi durante la gravidanza sulle opzioni disponibili e discuterne in anticipo.
Devo necessariamente fare il corso preparto?
I corsi di accompagnamento alla nascita possono essere molto utili, ma il modo di prepararsi al parto può essere diverso per ogni donna. Il Ministero li indica come uno strumento per prepararsi consapevolmente alla nascita.
Posso scegliere la posizione in cui partorire?
Quando le condizioni cliniche lo consentono, la donna può essere incoraggiata a muoversi e ad assumere la posizione che preferisce. Le possibilità concrete dipendono anche dal punto nascita.
Il piano del parto garantisce che tutto andrà come desidero?
No. Esprime preferenze e desideri, ma durante il parto possono emergere esigenze cliniche che richiedono decisioni diverse. È importante che eventuali interventi vengano spiegati e condivisi con la donna quando possibile.
Posso avere il mio partner accanto?
La presenza del partner o di una persona di fiducia può essere prevista, ma le modalità dipendono dalle regole e dall’organizzazione del punto nascita.
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Un consiglio

Parla delle tue paure prima del parto, non aspettare di essere in sala parto. Una paura raccontata può essere affrontata, spiegata e spesso ridimensionata. Non esistono domande sciocche quando si parla della nascita del proprio bambino.
Prepararsi significa sapere di non dover sapere tutto
Puoi informarti, fare domande, esprimere le tue preferenze e parlare delle tue paure.
Poi arriverà il momento in cui incontrerai il tuo bambino, e potrai viverlo con le informazioni e il sostegno che avrai costruito lungo il percorso.
Non serve prevedere tutto. Serve sapere di essere accompagnata.

